Non serve avere una diagnosi per chiedere aiuto, e non serve aspettare che la situazione precipiti.
Queste sono le situazioni per cui le persone mi contattano più spesso. Se ti riconosci in una di esse, o in più di una, un primo colloquio serve almeno a fare chiarezza.
Molte coppie arrivano dicendo che litigano per motivi banali. Quasi sempre il motivo è la superficie: sotto c’è un ciclo che si è consolidato. [Seguito del testo]
[Elenco di segnali ricorrenti]
[Descrizione del lavoro]
Ci sono forme di ansia che non nascono da un pericolo attuale: nascono da una memoria. [Seguito del testo]
[Elenco di segnali ricorrenti]
[Descrizione del lavoro]
«Non so cosa fare» viene spesso letto come indecisione o mancanza di volontà. Molto più spesso è sovraccarico. [Seguito del testo]
[Elenco di segnali ricorrenti]
[Descrizione del lavoro]
Il silenzio di un adolescente è quasi sempre una forma di protezione, non un rifiuto. [Seguito del testo]
[Elenco di segnali ricorrenti]
[Descrizione del lavoro]
Ci sono situazioni in cui un percorso con me non è la risposta adeguata, o non è la prima: emergenze psichiatriche, rischio per la propria incolumità, dipendenze che richiedono strutture specialistiche. [Seguito del testo]
Se stai attraversando un momento di emergenza, contatta il 112 o rivolgiti al pronto soccorso più vicino.
Un incontro di conoscenza, online o in studio. Non impegna a nulla.